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Chiese

 

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2003-2004. Associazione Culturale "Lequattroporte" Cirò. Sito realizzato in proprio.

Chiesa di San Lorenzo

 

Nel rione Valle, a pochi passi di distanza dalla porta Cacovia, in una stradina stretta e tortuosa, in salita, sorge la chiesa di San Lorenzo, che dà il nome a tutto il rione circostante.  E un edificio con un solo ambiente, di modeste dimensioni e dà al visitatore l'idea di una chiesetta di campagna.  L'interno, a cui si accede attraverso un portale ristrutturato nel 1965, è molto semplice e mantenuto nel dovuto decoro.  Di fronte all'entrata c'è un nudo altare di pietra, sovrastato dal quadro di San Lorenzo, seduto su graticole roventi sotto le quali si sprigionano delle fiamme.  Nella mano destra il Santo porta una palma.  Sul quadro si legge la seguente dicitura: «Gaetano Basile pinse 1883».  Sulla parete frontale ci sono due finestre dalle quali l'interno prende una luce diffusa.  Sulla parete sinistra c’è il quadro di San Francesco, su quella destra due quadri: quello di San Michele e dell'Immacolata.  All'entrata, sulla sinistra c'è un modesto confessionale.  Il tetto è a capanna con una piccola cella campanaria.  La festa di San Lorenzo ricorre il 10 agosto, ma il Santo non viene portato in processione per il paese, bensì tale ricorrenza è preceduta da un novenario durante il quale i fedeli intonano il seguente canto:

 

INNO A SAN LORENZO

Si è accesa la scintilla

tra le ceneri si sta

quanto più ferve e sfavilla

tra il patir la carità.

 

E già lungo scempio e crudo

che Lorenzo sopportò

e con gioia a corpo ignudo

sulle braci riposò.

 

Su graticola rovente

il Levita a Dio innalzò

una cattedra eloquente

con la fede che professò

 

Lafortezza del Levita

i tiranni sbigottì

quando a gusto

ei pur l'invita

e mangiate, disse, quì!

 

Foco ferro

e crude asprezze

dei tiranni, si stancò

di Lorenzo la fortezza?

No, giammai non si scemò.

 

Era tanto che nel seno

lo struggea la carità

che con viso allor sereno

attendea la morte già.

 

Era alfine il suo patire

quando il Santo, Dio pregò

e ai ministri del martirio

il perdono dispensò.

 

Era intento alle preghiere

quando il martire ascoltò

dal Signore dell'alte sfere

«vieni in cielo»e in ciel volò.

 

Godi pure, o Santo invitto

or che in ciel col buon Gesù

ti ritrovi a nostro dritto

adorarti sempre più.