


Chiese
Chiesa
di San Lorenzo
Nel
rione Valle, a pochi passi di distanza dalla porta Cacovia, in una
stradina stretta e tortuosa, in salita, sorge la chiesa di San Lorenzo,
che dà il nome a tutto il rione circostante.
E un edificio con un solo ambiente, di modeste dimensioni e dà
al visitatore l'idea di una chiesetta di campagna.
L'interno, a cui si accede attraverso un portale ristrutturato
nel 1965, è molto semplice e mantenuto nel dovuto decoro.
Di fronte all'entrata c'è un nudo altare di pietra, sovrastato
dal quadro di San Lorenzo, seduto su graticole roventi sotto le quali si
sprigionano delle fiamme. Nella
mano destra il Santo porta una palma.
Sul quadro si legge la seguente dicitura: «Gaetano Basile pinse
1883». Sulla parete
frontale ci sono due finestre dalle quali l'interno prende una luce
diffusa. Sulla parete
sinistra c’è il quadro di San Francesco, su quella destra due quadri:
quello di San Michele e dell'Immacolata.
All'entrata, sulla sinistra c'è un modesto confessionale.
Il tetto è a capanna con una piccola cella campanaria.
La festa di San Lorenzo ricorre il 10 agosto, ma il Santo non
viene portato in processione per il paese, bensì tale ricorrenza è
preceduta da un novenario durante il quale i fedeli intonano il seguente
canto:
INNO A SAN LORENZO
Si
è accesa la scintilla
tra
le ceneri si sta
quanto
più ferve e sfavilla
tra
il patir la carità.
E
già lungo scempio e crudo
che
Lorenzo sopportò
e
con gioia a corpo ignudo
sulle
braci riposò.
Su
graticola rovente
il
Levita a Dio innalzò
una
cattedra eloquente
con
la fede che professò
Lafortezza
del Levita
i
tiranni sbigottì
quando
a gusto
ei
pur l'invita
e
mangiate, disse, quì!
Foco
ferro
e
crude asprezze
dei
tiranni, si stancò
di
Lorenzo la fortezza?
No,
giammai non si scemò.
Era
tanto che nel seno
lo
struggea la carità
che
con viso allor sereno
attendea
la morte già.
Era
alfine il suo patire
quando
il Santo, Dio pregò
e
ai ministri del martirio
il
perdono dispensò.
Era
intento alle preghiere
quando
il martire ascoltò
dal
Signore dell'alte sfere
«vieni
in cielo»e in ciel volò.
Godi
pure, o Santo invitto
or
che in ciel col buon Gesù
ti
ritrovi a nostro dritto
adorarti
sempre più.