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2003-2004. Associazione Culturale "Lequattroporte" Cirò. Sito realizzato in proprio.

Olio

Nell'attivItà agricola cirotana oltre alla prevalente coltura della vite trovano posto l'olivicoltura e, in minima parte, l'agrumicoltura che copre, con la sua produzione, poco più di cento ettari; del tutto insignificante, invece, è quella dei frutteti.

La coltura dell'olivo, subito dopo quella della vite, è quella più estesa.  Nei due comuni la superficie olivetata occupa circa 1.700 ettari di cui circa 1.000 nel territorio di Cirò e circa 700 in quello di Cirò Marina. L’estensione è dunque inferiore a quella vitata. Nella realtà del territorio l'olivicoltura ha un'indubbia incidenza, non solo sotto il profilo dello sfruttamento economico.  Infatti non va dimenticato il rilievo paesaggistico della pianta dell'olivo e nemmeno l'azione di trattenimento da essa esercitata nei terreni i cui pendii sono molto ripidi e soggetti ad erosioni.  La varietà colturale, detta "cirotana", è destinata alla produzione olearia, mentre quella da mensa è poco rappresentata.

Da diversi anni la coltura dell'olivo si è stabilizzata e la produzione rispetto al passato è nettamente inferiore, a causa dell'invecchiamento degli alberi e dell'espansione della vite in aree una volta a vegetazione promiscua in cui l'olivo era presente.

Ancora oggi la tecnica di coltivazione non è considerata completamente soddisfacente; solo in alcune zone si riescono a raggiungere buoni livelli produttivi.  La potatura è talvolta eseguita irrazionalmente, i trattamento antiparassitari sono minimi; è pressoché sconosciuta la pratica dell'irrigazione, anche laddove c'è disponibilità d'acqua.  La raccolta viene eseguita manualmente o provocata con la bacchiatura, con l'uso delle reti appositamente disposte sotto gli alberi.

Considerata l'importanza che la coltura assume per i piccoli e medi coltivatori cirotani, per migliorare la produzione qualitativa e quantitativa è da auspicare un processo di ammodernamento complessivo inteso a rimuovere tutti gli ostacoli di natura tecnica, sociale ed economica entro i quali l'olivicoltura si esplica.  Solo poche aziende si sono mosse in questa direzione quali per esempio «La Giara» grazie soprattutto alla capacità finanziaria dei proprietari ed alla loro dimensione di azienda media rispetto alle micro imprese del territorio.  Fondata nel 1986 da Samaritana Rattizzi (attualmente presidente) e da Luigi Siciliani (amministratore delegato, dimesso al’’inizio dell’estate 2003), «La Giara» presentava alla fine degli anni 90 un fatturato all'incirca di 35 miliardi, una produzione media annua di 3,5 milioni di bottiglie di olio (nel 1996 sono state prodotte 6 milioni di bottiglie di olio) realizzata da una trentina di dipendenti con un'età media di soli 29 anni.  L’esportazione sul totale delle vendite è del 20% (soprattutto negli Stati Uniti, Canada e Giappone). Oggi purtroppo, una delle realtà industriali del crotonese, è stata messa in liquidazione.

Altri produttori, come «Librandi» hanno, recentemente deciso di avviare una produzione olearia di qualità inserendosi - anche se non ancora formalmente - verso la nicchia di mercato dell’olio “biologico" che, nel cirotano, ha già acquisto buone posizioni produttive sia sul piano quantitativo che qualitativo.