| Home | Scrivi al webmaster | Contatta l'associazione |

Gastronomia

 

    Viticoltura

    Olio

    Antipasti

    Primi

    Secondi

    Zuppe

    Dolci

    Conserve

    Peperoncino

2003-2004. Associazione Culturale "Lequattroporte" Cirò. Sito realizzato in proprio.

Piccolo Diavolo di Calabria 

 

Nei paesi con temperatura molto calda e alta umidità, è usuale mangiare molto peperoncino rosso, perché, specie nel deserto, aiuta a resistere meglio al gran caldo umido, che è proprio di quelle zone.

Chi meglio di queste persone può testimoniare quanto sia salutista e gradevole mangiare peperoncino rosso?

Il peperoncino (Capsicum annum) appartiene alla famiglia delle Solanacce, arrivò nel 1514 in Europa insieme con il più grosso peperone dal Messico e fu utilizzato quasi subito per insaporire alimenti.

Per il suo aspetto e la sua natura piccante nel nostro Meridione fu subito chiamato "diavoletto", in Calabria poi assume più sinonimi: "pipariellu", "pipazzu", "pipi vruscente" (bruciante), "cancariniello".

Il peperoncino deve il suo rinomato sapore piccante ad una sostanza detta "capsicina" o "capsaicina", è un alcaloide la cui localizzazione è nelle placente interne, la quantità però varia a seconda delle cultivar. Il peperoncino pur essendo molto gustoso, pur troppo, a volte provoca irritazione agli occhi, al naso e a tutte le mucose, in alcuni casi ci fa versare lacrime "ardenti" è il caso di dirlo. Nono stante questo piccolo inconveniente tutti o quasi (e sono veramente pochi quelli che non lo amano) lo utilizzano per condire e rendere intriganti anche solo un buon piatto di spaghetti aglio e olio oppure un semplice risotto di sole verdure, e così via.

Naturalmente ci riferiamo al peperoncino rosso, fratello del peperone, i cui nomi derivano dal latino"piper", frutti dell'omonima pianta erbacea annua e perenne, del genere Capsicum. È una pianta molto sensibile alle variazioni di temperature e luminosità.  Il minimo termico di germinazione è di 17-18'C nei tipi a frutto grosso mentre nei tipi a frutto piccolo si abbassa a 15,5'C, a 25'C la germinazione si svolge regolarmente quindi si spiega come sia più diffuso dove questi climi sono più consueti ossia nel Meridione d'Italia, dove è concentrata l'80 percento della superficie coltivata in Italia.

Una curiosità è data dal fatto che il peperone si diffuse rapidamente in Italia dopo la sua introduzione e nel nostro Meridione riscosse un così grande successo che fu usato prima del pomodoro e al suo posto, per condire la pasta, a metà Ottocento però si verificò il sorpasso. In Calabria, infatti, è un irrinunciabile ingrediente per una grande varietà di ricette, che senza peperoncino perderebbero letteralmente d’identità.  Citiamo solo qualche piatto come la "gelatina di maiale", il "Murseddu", ovvero una torta di frattaglie, per non parlare dei salami le cui carni sono letteralmente impastate con il peperoncino, naturalmente non mancano le conserve di melanzane o d’olive.  Non si può dire che i bambini crescono con latte al peperoncino, ma poco ci manca!  Il rispetto e l'amore per questo frutto della terra è così profondo che in questa regione è nata addirittura un'Accademia (Accademia Italiana del Peperoncino).

Il peperoncino si presenta di varie forme e dimensioni e l'impiego alimentare è diverso a seconda delle varietà che si raggruppano in peperoncino piccante e peperoni dolci.  Esistono delle varietà di frutti allungati a cono detti "corno di bue" o "di toro" che in Calabria sono detti "cornaioli".  Mentre il tipo a frutti piccoli e sodi, leggermente piccanti, è il "Calabrese verde".

Il peperoncino può essere usato in vario modo disseccato, in granuli o ridotto in polvere è utilizzato come condimento aromatico per il suo sapore acre variamente piccante. Questo prodotto, a seconda dei Paesi, può assumere diverse denominazioni come: chili, paprica, capsico, pepe rosso, pepe di Caienna, di Guinea, d'India, di Spagna, ecc.Oltre alla capsicina contiene anche un olio essenziale ad azione irritante.

Molti pensano che il pepencino non fornisca alcuna loria ma non è così.  Un etto di peperoncino rosso fornisce infatti e circa 48 calorie, che vengono fornite da una certa quantità di proteine, tracce di grassi vegetali e, sorpresa, anche un discreta dose di zuccheri! Un'altra sostanza da rilevare è la presenza di Vitamina C, in una quantità superiore a quella degli agrumi, infatti ne ha 229 mg in un etto di prodotto.La medicina popolare attribuisce al peperoncino rosso altre virtù curative: afrodisiaco, fluidificante del sangue, decongestionante nel comune raffreddore, ma sono tutte peculiarità non suffragate da prove sperimentali definitive. Già nella seconda metà del '500 oltre ai meriti descritti lo si indicava come "buono per risolvere le ventosità" e per curare alcuni disturbi della sfera sessuale.  Si è certi della sua capacità di stimolare la secrezione di succo gastrico, grazie alla presenza della capsaicina e quindi chi soffre di cattiva secrezione cloridrico e soffre di digestione lenta ne usufruisce positivamente. Invece, chi soffre d’ulcera gastroduodenale non deve usarlo, se non in certe condizioni eccezionali.  Il peperoncino è ricco anche di carotenoidi e stimola all'inizio il rilascio della sostanza P (dall'inglese "pain", cioè dolore) e subito dopo la capsaicina la elimina e quindi blocca il senso di dolore.  Col peperoncino si previene la formazione di trombi e si abbassa il colesterolo plasmatici; si abbassa anche la temperatura corporea perché stimola il centro del raffreddamento dell'ipotalamo.  Ecco perché nei paesi molto caldi si mangia molto peperoncino.