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2003-2004. Associazione Culturale "Lequattroporte" Cirò. Sito realizzato in proprio.

Astorino

La strada che scende dal centro storico, a lato della Chiesa Matrice, verso il rione Valle porta il nome di Via Astorino.  L'insigne filosofo, teologo, matematico, nacque in Cirò il 5 gennaio 1651 da una famiglia agiata.  Suo padre, che era un valente medico, avviò il figlio allo studio delle lettere italiane, latine e greche.  Il giovane era così dotato e brillante nello studio che il padre decise di trasferirsi ad Albidona dove il figlio perfezionò i suoi studi.  A sedici anni entrò in convento a Cosenza nell'Ordine dei Carmelitani e prese il nome di Frate Elia.  Si recò quindi a Napoli e a Roma per approfondire gli studi teologici.  Diventato sacerdote, ritornò al convento e si dedicò all'insegnamento, riscuotendo un enorme successo per la sua profonda dottrina.  Le sue lezioni erano seguite da tantissimi giovani che accorrevano da ogni parte.  Ben presto cadde sotto i sospetti dell'Inquisizione in quanto, allontanatosi dal pensiero filosofico aristotelico, aveva aderito al pensiero meccanicistico materialistico.  Non sentendosi sicuro espatriò e si rifugiò a Basilea dove coltivò gli studi di medicina.  Abbandonata la Svizzera si recò a Marburgo dove divenne vice-prefetto della Università, pur non essendo laureato.  Il primo novembre 1686 si laureò in medicina presso l'università di Groninga discutendo una tesi, ardita per quei tempi, sulla fecondazione.  In Olanda soggiornò per due anni e partecipò alle feroci dispute teologiche tra i Calvinisti e infine, disgustato, chiese ed ottenne dalla Congregazione del Santo Uffizio di ritornare in Italia alla antica fede cattolica.  Il 13 marzo 1689 arrivò a Roma, accolto festosamente dalle autorità curiali.  Dal 1691 al 1694 fu a Siena, dove ottenne la cattedra di Matematica, grazie all'interessamento del principe Gian Gastone dei Medici e, in seguito, la cattedra di Filosofia Naturale per poi coronare il suo sogno il 13 marzo 1693 con la nomina a Maestro di Teologia.  Siamo ormai negli ultimi anni di vita dell'Astorino che, stanco, si ritirò nel Convento di un tempo ed accettò l'invito di andare ad abitare a Terranova di Sibari nel palazzo del suo antico protettore don Camillo Spinelli, principe di Tarsia.  Quì la morte lo colse il 4 aprile 1702.