


Letteratura
Le quattro porte
Delle quattro porte, la principale è Mavilia, al prospetto esterno della quale vi erano i seguenti stemmi. Al mezzo le armi del sovrano: a destra quelle del feudatario, a sinistra lo stemma dell'università. Costituito Ciro' per università assunse il seguente stemma: tre monti in campo azzurro. Sul medio posa una gru che becca e percuote colla branca diritta un serpente screziato. I tre monti verdi in campo azzurro alludono alla posizione del nostro paese, la quale è veramente fra tre colli alberati. La gru simbolo della vigilanza allude al popolo di Crimissa-Paterno che abbandonando le pianure marittime è salita sui colli, e neppure può dirsi sicuro, per cui deve star sempre accorto e vigilante. Il serpente nero screziato raffigura il pirata barbaresco che ci perseguita fin nella novella dimora. Il distico è il seguente: Devorat haec rostro pervigilatque pede. Pervigilat pede dinota l' accortezza della gru che valicando il mare tiene in branca un sassolino che allora si lascia scappare quando deve scandagliar sito fermo ove poter posarsi). Dalla parte interna è coperta a lamia, e vi eran dipinti i santi Francesco da Paola, ed Antonio Protettore. La seconda è Scezzari nel cui prospetto si vedevano gli stemmi Regi, quelli del feudatario e nell'interno, che era anche a lamia, dipinti lo Spirito Santo, San Rocco, San Leonardo, San Francesco di Paola, S. Antonio e la Concezione. La terza è Cacovia ove si conservano ancora al prospetto due iscrizioni, una greca in mattone cotto, l'altra in latino su pietra. Una in relazione alla cattiva e malagevole strada per giungervi, l'altra all'amenità del sito, da non cambiarsi con altro e con auspicii migliori. E nell'interno l'effige dei S.S. Giuseppe e Nicodemo. La quarta Falcone anche con interno a lamia, e coll'effigie di San Francesco e S. Antonio.
Tratto da “Descrizione ed historica narrazione di Cirò”. Giovan Francesco Pugliese. 1849.