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2003-2004. Associazione Culturale "Lequattroporte" Cirò. Sito realizzato in proprio.

Vittorio Pugliese

Il Viale principale che, in salita, conduce al paese è dedicato al più noto uomo politico di Cirò, l'ori.  Vittorio Pugliese, nato nel gennaio del 1905.  Suo padre apparteneva ad una famiglia della borghesia agraria di Cirò e si era trasferito nel capoluogo intorno al 1880 per esercitare la professione di avvocato e, nei primi del '900, era uno dei migliori avvocati della città.  Vittorio Pugliese, compiuti gli studi al Galluppi di Catanzaro, si laureò a Bologna in Chimica Industriale.  Esercitò per alcuni anni la professione di chimico presso uno dei neonati stabilimenti industriali a Catanzaro Marina e successivamente nella appena costruita Montecatini di Crotone.  Si trasferì quindi al suo paese d'origine, Cirò, e per qualche anno, fino al dopoguerra, condusse un'azienda agricola.  Nel 1946 cominciò ad occuparsi del nuovo movimento che stava divenendo partito, la DC, assieme ai fondatori del partito, in Calabria: don Luigi Nicoletti, il don Sturzo della Calabria, intransigente antifascita, lo scrittore Vito Giuseppe Galati, Gennaro Cassiani, uno dei maggiori penalisti della Calabria, più volte ministro nei governi del dopoguerra e l'avv.  Francesco Vergi, stimato sindaco di Cirò.  Nel 1948 partecipò attivamente alla vita politica, candidandosi alla Camera dei Deputati, dove veniva eletto.  Le lotte contadine di quegli anni e le turbolenze derivanti dallo stato di indigenza dei braccianti lo vedevano tra i protagonisti nazionali nel tentativo di trovare soluzioni che dessero avvio al miglioramento della qualità della vita degli strati più indigenti della popolazione attraverso il superamento del latifondo che, ancora all'epoca, continuava con proporzioni feudali.  Per questo venne indicato dal partito della DC come relatore di maggioranza della cosiddetta Legge di Riforma Agraria che, pur con difetti ed imperfezioni, provocò una rivoluzione nello status dei contadini calabresi facendoli uscire dalla più nera miseria.  Venne quindi rieletto nelle elezioni del 1953 e del 1958 con un numero sempre crescente di preferenze e nel frattempo occupava incarichi di governo prestigiosi.  Fu infatti sottosegretario al Ministero del Lavoro, degli Interni, dell'Agricoltura, della Difesa e con amplissima delega dell'Aviazione Civile.  Nel 1963, già ammalato, si candidò al Senato della Repubblica nel Collegio di Vibo Valentia e risultò primo eletto tra i senatori della Calabria.  Morì nel giugno del 1965 all'età di 60 anni.